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| foto di SaporidiElisa |
In origine, il titolo di questa rubrica sarebbe dovuto essere "metti un celiaco a cena": l'avevamo pensata come una sorta di prontuario, modulato sulla sfida del mese e destinato a chi deve destreggiarsi con una cucina priva di glutine o di altri elementi soggetti ad intolleranze. Tuttavia, non eravamo convinte. E non perchè il titolo, in sè, avesse qualcosa di sbagliato, tutt'altro: ma quando si pensava alle celiache dell'MTC, la stonatura si avvertiva. Perchè la realtà che ci testimoniano le noste amiche non è quella occasionale e patinata di un invito a cena, una volta ogni tanto, a cui ci si presenta col vestito della festa e la piega del parrucchiere. Tutt'altro. Loro ci parlano di una battaglia quotidiana, di un gioco di incastri, di una lotta contro il glutine che diventa anche contro l'ignoranza e la discriminazione e che non conosce tregua: non si arrendono, le celiache dell'MTC, che si tratti di far crescere una farina che proprio non ne vuole sapere o di stendere un impasto riottoso e refrattario- e lo fanno ogni volta, con la tenacia e il puntiglio di chi sa di affrontare una sfida nella sfida, nel gioco come nella vita. Da questo mese, lo faranno anche qui, in questa rubrica, che vuol essere un prontuario di consigli, di suggerimenti, di trucchi per poter realizzare ogni piatto, con risultati altrettanto soddisfacenti e gustosi- e in più, la soddisfazione di aver dato al Glutine un grande scacco...
LA PASTA FRESCA LUNGA
-senza glutine-
Punto 1: Evitare gli Errori
L'errore comune è quello di credere che una farina valga l'altra. Non
è così nemmeno per le farine col glutine, e tutti sanno che, usare una
00 non è la stessa cosa che usarne una rimacinata... Stesso discorso
vale anche per le farine senza glutine! Se si metabolizza questo
concetto, si capisce bene anche che per realizzare delle ricette senza
glutine, soprattutto quando si parla di lievitati o impasti, non è
sufficiente cambiare farina e il gioco è fatto. Persino con le farine
dietoterapiche, non funziona e i risultati, quindi, diventano deludenti,
con conseguente convinzione che il cibo senza glutine è cattivo, e
quindi è meglio lasciarlo mangiare solo ai celiaci, che sono costretti a
farlo.
Punto 2: Parola d'ordine: Miscelare le farine
Io, invece, voglio convincervi del fatto che si possono
raggiungere dei risultati soddisfacenti anche con le farine senza
glutine, ma solo se si seguono i consigli di chi ha fatto esperienza
prima di voi.
Detto questo, voglio anche sottolineare un'altra
cosa importante. Siccome le farine senza glutine non sono tutte uguali,
alcuni pionieri come Olga Botta ed Emanuela Ghinazzi nel loro libro, che
io definisco la Bibbia per celiaci, "Ricettario per celiaci",
evidenziano che per la riuscita di un buon cibo è necessario mescolare
farine diverse, sia esse dietoterapiche, sia esse naturalmente senza
glutine.
Punto 3: Acquaaaaa... acquaaaaaaa....
Un'altra cosa importantissima da sapere è che le farine
senza glutine, tutte, assorbono una maggiore quantità di liquidi.
Questa, è una delle motivazioni per cui i lievitati vengono più duri se
non si aumenta la quantità dei liquidi presenti. Aumentando però i
liquidi, la lavorabilità risulta davvero più complicata e duplicare dei
formati, a volte, è quasi impossibile.
Per
quanto riguarda la pasta fresca senza glutine, devo confessare che l'ho
fatta poche volte, ma sempre con l'uovo. Questo perché, un'altra
difficoltà, oltre all'elasticità delle preparazioni, è quella di far
stare insieme questi prodotti.
Punto 4: Chi trova un amico...
Un alleato preziosissimo
per le farine senza glutine è lo xantano. Il problema è che questo
ingrediente non è facilmente reperibile. Io stessa, ho avuto grandi
difficoltà in una grande città come Palermo... Chiedete alla vostra
farmacia di procurarvelo, sempre che siano disponibili. Più facilmente
invece si trova la farina di semi di carruba. Mi raccomando, di semi di
carrube, perché solo quelli hanno un potere gelanizzante, che può
imitare l'azione del glutine. Questa farina si trova nei negozi
Naturasì. La quantità da usare di entrambi i componenti è davvero
minima, ma fondamentale per un risultato simile a quello con le farine
col glutine. Per gli impasti lievitati usate e da 2 a 4 grammi ogni 100
gr di farina.....
Punto 5: Ma quanto mi costa?
I costi, neanche a dirlo, sono proibitivi per entrambi.
Anche
la questione costi, infatti, influisce grandemente sulla preparazione
di pietanze senza glutine, e pur volendo usare prodotti alternativi a
quelli dietoterapici, i costi sono sempre nettamente superiori. Pensate
solo al costo del riso rispetto alla pasta, o della fecola rispetto alla
farina 00... Insomma, "cornuti e bastonati"!
A quanto pare, l'unico che abbia realizzato la pasta senza glutine e senza
uova, è stato Luca Barbieri, che però non ha documentato la resa
finale... Per cui non mi restava che sperimentare di persona e vedere
"l'effetto che fa".
Ho usato una farina dietoterapica,
per pasta fresca della marca L'Altro Gusto* che mi sembra molto ricca di
xantano. Se, infatti, siete alle prime armi, o non sapete dove reperire
questi alleati incredibili che sono lo xantano o la farina di semi di
carrube, andate sul sicuro e acquistate direttamente una farina
dietoterapica, come ho fatto io. E poi ho seguito le indicazioni dello
chef Barbieri.
Queste le dosi:
Ingredienti: (per 4 porzioni)
250 gr. mix per pasta fresca all’uovo setacciata L’Altro Gusto
120/135 ml Acqua
10 ml. olio extra vergine di oliva
Disponete la farina dentro una ciotola e
fate un buco al centro, dove metterete l’olio e l’acqua. Con una
forchetta cominciate a mescolare, prendendo un po' di farina dai bordi e
portandola verso il centro. Quindi mettete l’impasto su una tavola di
legno e impastate (brevemente, anche perché non si sviluppa il glutine
che rende gli impasti elastici...)
Impastate fino ad ottenere un
impasto liscio ed elastico e fate riposare mezz’ora avvolto nella
pellicola. L'impasto tende a seccarsi, per cui lasciatelo dentro
l'involucro di pellicola fino al suo uso. Anche in questo caso, la
percentuale di acqua può leggermente oscillare a seconda del mix
prescelto, io ne ho messo 135 ml.
Quindi date alla pasta la forma che volete, preferendo i formati corti che tendono a rompersi meno in cottura.
Il
risaltato è stato piuttosto soddisfacente e, addirittura, l'impatto era
elastico come si conviene. Poi l'ho lasciata seccare per circa due ore,
anche se su questo non c'era nessuna indicazione.
La prova
cottura è stata seguita da molta trepidazione. Riuscirà a mantenere la
forma, o si trasformerà tutto in una poltiglia immangiabile?
Essendo
pasta fresca ho pensato che i tempi di cottura potevano essere brevi.
Quindi l'ho fatta bollire per tre minuti, l'ho assaggiata e andava
benissimo. Quindi l'ho scolata, condita, fatta saltare in padella per un
minuto e servita. La prova è stata brillantemente superata!
Volevo
provare anche la versione senza glutine con farine naturalmente senza
glutine. Mi è venuta in aiuto Gaia, di La Gaia celiaca, che ha fatto la
sua bella sperimentazione. Lei ha usato questo mix di Daniela di Cucina senza glutine ,
rielaborato da Felix e Cappera, che trovate nel loro libro, di cui vi
parlavo più sopra.
Per l'impasto
50 g di farina di riso (non troppo fine)
50 g di amido di tapioca
75 g di fecola di patate
125 g di amido di mais
5 g di xanthano
2 cucchiai d'olio extra-vergine di oliva
1 pizzicone di sale
200 cc acqua
Disponete la farina a fontana sul tavolo, versate l’acqua e l’olio
extra vergine di oliva al centro.
Impastate vigorosamente fino ad
ottenere un impasto liscio ed elastico che deve essere lasciato riposare
qualche minuto avvolto nella pellicola.
Se la lavorazione viene
effettuata nella sbattitrice impostate la prima velocità per 3 minuti,
utilizzando la spirale.
Si presta per ottenere i vari formati di pasta
desiderati facendo però attenzione a tenere sempre avvolto l’impasto
nella pellicola, poiché tende a seccarsi con estrema facilità.
Anche in
questo caso la percentuale di acqua può leggermente oscillare a seconda
del mix prescelto.
Stefania Oliveri- Cardamomo & Co.
Stefania Oliveri- Cardamomo & Co.
*l'indicazione
della marca della farina non è a scopo pubblicitario, quanto a scopo
informativo, perché ogni farina è diversa dall'altra, e farine diverse,
danno risultati diversi.


Ottima idea l'approfondimento per i celiaci, e perchè no, anche per chi non lo è e vuole imparare di più su un argomento molto importante ma che soffre troppo spesso di "malainformazione".
RispondiEliminaBrave ragazze!
Francy
Io prima o poi devo provare a fare una pasta gluten free: insomma perché questi esperimenti devono essere visti solo come una risoluzione a un problema e non come una risorsa in cucina? Alla fine è così bello sperimentare! E Stefania l'ha fatto alla grande, a prescindere dalle sue esigenze che, sì, son prioritarie ovviamente, ma nulla tolgono alla sua capacità di sperimentazione!
RispondiEliminaBravissima! Buon lunedì a tutte/i :)
ciao, complimenti per l'articolo è scritto come sempre in modo impeccabile, leggervi è un vero piacere e poi l'argomento affrontato è davvero utile per chi, come dite voi, affronta la sfida quotidianamente e per chi invece si deve cimentare in un invito a cena e non sà dove o come mettere le mani! il cibo è soddisfazione, è goduria per spirito e corpo e questo dev'essere per tutti, dobbiamo imparare a preparare ottimi piatti anche senza il glutine e grazie a voi impareremo.
RispondiEliminaSiete grandi!
Coscina di pollo
Non posso che essere felice per questo approfondimento, che serve non solo a chi è celiaco, ma anche e sopratutto a chi non lo è, con la speranza che apra la sua mente e capisca una volta per tutte che la celiachia non è assolutamente una moda!
RispondiEliminaGrandissima Stefania per l'articolo e meravigliose tutte le altre MTCeliache! Ogni mese rimango sempre più basita dalle loro creazioni e dalla loro forza di mettersi alla prova e di riuscire!
Quello che mi piace molto di questo post è proprio la semplicità con cui vengono spigati i punti fondamentali per chi come molti di noi non si pone quotidianamente il problema del senza glutine... perché se anche noi ci concediamo il glutine senza problemi, abbiamo carissimi amici celiaci e un rubrica così è fondamentale...grazie, Flavia
RispondiEliminaPure io come Elisa vorrei assaggiare paste e pani senza glutine, per capire le differenze.
RispondiEliminaRingrazio te, Stefania, e con te tutte le amiche celiache (penso anche a Gaia, Ema, Simonetta...) perché fate crescere quotidianamente in me la consapevolezza di questa malattia e di quanto il glutine contamini la mia cucina. Anche solo il far caso al fatto che dopo che si è infarinata la scaloppina si è prelevato un pizzico di sale dal barattolo contaminandolo, è sufficiente!!!
Un bacio
E da oggi non ci sono più scuse per non preparare i pici all'amico celiaco!! :)
RispondiEliminaGrazie Stefania, hai dissipato ogni dubbio-timore-perplessità e...scusa!!!
Stavolta l'ho stampata a colori, una bella copertina trasparente e messa in borsa per la mia amica celiaca che si lamenta sempre che non può mangiare la pasta fresca.
RispondiEliminaPer me basta il link e la copia in bianco e nero... nella cartellina con scritto *ricette per Vale*... e sono contenta così!
Grande Stefania.
Grande MTC.
Grande la scuola di cucina!!
Nora
Chi, se non te, poteva spiegare meglio questo post?
RispondiEliminaIn realtà quello che manca, a parte tanti prodotti alternativi, è l'informazione e la voglia di capire, non che quella di sperimentare!
Grazie!
p.s.: da che ti conosco, il rito del sale è diventato un'abitudine, così come quello della soya senza glutine! Non è molto, ma una cosa è sicura, non ti farei mai passare fame! :)
Adesso toccherà cimentarsi sulle farine.
Stefania for president!!!!
RispondiEliminaE poi non dire che non arrivi mai prima, sei la prima ad aver sperimentato con successo una pasta senza uova e senza glutine, sei una pioniera del gluten free e grazie a te riusciremo a capire di più di questa condanna, che grazie ad abili mani come le tue può diventare una risorsa!
Grazie!
un articolo proprio bello ed esaustivo!
RispondiEliminapensavo: ci starebbe proprio bene sul blog dell'MTC un articolo sul come fare i pici senza glutine... ed è arrivato! Bravissima, davvero.
e mi piace molto anche il titolo della rubrica. siete delle super-comunicatrici
e già che ci sono: mi consigli di sperimentare anch'io queste farine dell'altro gusto? mi state incuriosendo...